Talk like Ted di Gallo

Comunicare come Steve Jobs e i migliori oratori degli eventi Ted di Carmine Gallo.

Talk like Ted: the 9 public-speaking secrets of the world’s top minds.

Comunicare in maniera efficace è una competenza sempre più fondamentale. In un mercato inondato da parole e immagini sapersi distinguere e fare breccia nell’interesse delle persone è quello che fa la differenza.
Lo sa bene Carmine Gallo, già autore di “Essere Steve Jobs” e “Comunicare come Steve Jobs”, che, nel suo “Talk like Ted”, analizza le tecniche e gli strumenti necessari a produrre discorsi memorabili. Giornalista ed esperto di comunicazione, con collaborazioni con Cnn e Cbs, nonché coach per la comunicazione di aziende come Intel, Pfizer, Coca-cola, Hp, Cisco e Chevron, Gallo possiede una passionalità tutta italiana nel raccontare storie, cosa che rende il suo libro non solo una pratica dispensa di consigli utili e concreti, ma anche una piacevole lettura che può stimolare numerose riflessioni.
Le Ted (acronimo che sta per Technology, Entertainment, Design) nascono come singola conferenza nel 1984, dopo qualche anno si trasformano in un evento di quattro giorni con più di 50 oratori. Nel 2009 vengono autorizzati eventi autonomi a livello locale chiamati Tedx. Il successo delle Ted dimostra come il mondo abbia fame di idee esposte in maniera brillante.
Le idee sono la moneta dei nostri giorni: per questo è importante dargli concretezza e forza non solo attraverso le parole, ma anche tramite il modo in cui queste parole vengono espresse.
Gallo fa un’analisi scientifica dei migliori oratori di Ted, grazie anche alla collaborazione con famosi neuroscienziati, psicologi ed esperti di comunicazione.
Ne evince tre punti cardine di un’esposizione brillante, ovvero che sia toccante, innovativa, memorabile.
Vediamoli velocemente.
Affinché venga ricordato, un discorso deve toccare le corde emozionali di chi ascolta, altrimenti finirà nel dimenticatoio delle tante parole sentite ma non ascoltate. Contagiare il pubblico con l’entusiasmo, stimolare la sua curiosità, coinvolgerlo dentro le vostre stesse passioni o interessi: questa è la chiave per permettere all’ascoltatore di sintonizzarsi con l’oratore.
Il primo passo è svelare la passione, l’essenza dietro l’argomento del quale parlate e, di conseguenza, la capacità di trasformare dati e statistiche in una storia. E’ la passione a distinguere chi eccelle da chi esercita semplicemente un mestiere: non abbiate paura di mostrare le vostre motivazioni profonde. L’entusiasmo è contagioso, e se non si è motivati non si possono motivare gli altri. Inoltre, la narrazione è un ottimo strumento di persuasione perché si lega all’emotività oltre che alla ragione. Le argomentazioni personali o comunque concrete permettono l’identificazione: sono i discorsi astratti a provocare distrazione. Lasciate perdere le frasi fatte e le parole molto gettonate: create un vostro linguaggio personale, fate leva sul potere dell’immaginazione per creare una realtà.
Una volta stabilite quali sono le idee che volete trasmettere, trovate esempi concreti per elaborare concetti astratti in modo da rendere le informazioni più interessanti. L’utilizzo di stimoli multisensoriali aiuta, ma non dimenticate che si possono costruire immagini grazie al solo utilizzo delle parole giuste.
Gallo non manca di consigli più pratici. Innanzitutto, ascoltare stanca, per cui siate brevi. L’attività celebrale dei neuroni consuma più glucosio di qualsiasi altra. Conoscenze approfondite permettono di sintetizzare più facilmente; inoltre, l’esercizio di sintesi rende più creativi: la creatività si esalta dentro dei limiti, contrariamente a quello che si pensa.
Le persone sono in grado di ricordare pochi concetti, quindi la mappa del vostro discorso dovrebbe essere idealmente divisa in tre parti che diano forza e coerenza alla vostra tesi.
Sebbene alcune persone siano naturalmente più portate di altre a stare su un palco ed esprimersi in maniera memorabile, l’esposizione orale è una tecnica che come tutte le altre beneficia e migliora con l’esercizio. Gallo consiglia, in vista di un evento, di ripetere ed esercitarsi il più possibile in modo da interiorizzare il contenuto del discorso, anche con l’ausilio di video. Questo consente di diventare naturali e spontanei, nel tono, nella postura, nella gestualità che devono essere coerenti a ciò che dite: il linguaggio del corpo non mente.
Il ritmo da seguire è quello delle 190 parole minuto, ovvero 3400 parole in 18 minuti: ricordatevelo, casomai siate proprio voi i prossimi invitati sul palco di una Ted.

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