minimalismo, una necessità

Minimalisti per sovraesposizione?

Yoga, mindfulness, meditazione, crescita spirituale, digital detox, minimalismo, hyggie, downshifting: tutte pratiche di un movimento, quello della consapevolezza, con un numero sempre maggiore di sostenitori.
Dopo anni di fiducia incondizionata nei dettami di un consumismo esasperato, ci siamo ritrovati vuoti, confusi e stanchi, quando non esauriti. Ora ci stiamo cercando grazie a pratiche che ci riavvicinano all’essere e non all’essere assoggettato all’avere.
La spiritualità, declinata nelle sue mille varianti, trova un sostegno nella tecnologia, grazie a un fiorire di app, tutorial, discorsi e pagine dedicate che ci accompagnano, anche in maniera gratuita, alla scoperta della forma, o delle forme, che più si adatta a noi. (In fondo all’articolo trovate le risorse preferite da Mutoia.)
Senza cadere nel fanatismo, queste pratiche, contestualizzate nello stile di vita occidentale, ci aiutano a trovare i nostri spazi, a definire i nostri confini, e pazienza se invece che essere immersi in un lussurioso bosco in silenzio siamo seduti nel nostro salotto o nelle nostre auto imbottigliate nel traffico. D’altra parte, il punto è proprio questo: trovare un’ancora, un punto fermo e saldo nella nostra quotidianità, nello slalom tra lavoro e vita privata. L’obbiettivo è riprendere il timone del proprio tempo e non lasciarci travolgere dalle migliaia di stimoli da cui siamo circondati.


Se ne stanno accorgendo tutti: dalla mindfulness insegnata nelle scuole, a Oprah Winfrey che ha declinato il suo famoso talk show in chiave zen, al fiorire di libri e articoli dedicati alla crescita personale. Certo, anche tutto questo interesse può dar vita a un nuovo consumismo ma, prese nelle loro essenza, sono tutte ottime pratiche per riconnetterci a noi stessi.
L’ultima in fatto di tendenze arriva dalla Silicon Valley, patria dell’high tech, e si chiama dopamine fast, ovvero digiuno dalla dopamina, che altro non è che la volontaria esclusione dall’eccessiva stimolazione mentale. Consiste, in sostanza, nel limitare per un tempo predefinito che va dalle poche ore alle intere giornate, gli stimoli esterni. Si evitano pertanto internet, cibo, stimolanti come caffeina o farmaci, attività fisica intensa e, se possibile, anche le attività lavorative, che vengono sostituite con meditazione, introspezione, letture, camminate, riposo.
Lo scopo è ridurre al minimo la produzione della dopamina, un neurotrasmettitore che partecipa a numerosi meccanismi, come quello di ricompensa e piacere, di controllo delle capacità di attenzione e di controllo dell’umore e del comportamento e che è anche responsabile delle nostre dipendenze poco salutari, come quella da smartphone o da cibo spazzatura. L’idea è quella di resettare un organismo troppo stimolato e permettergli di ripartire da una produzione di ormoni più simile a quella naturale.

Se ancora fate parte della schiera degli indecisi, vale la pena di provare. Dedichiamo moltissimo tempo alla cura e al miglioramento della nostra immagine e delle nostre competenze, e poco al nostro equilibrio e allenamento mentale. Rallentare insegna molto sul nostro vero orientamento, imparare a dare un taglio al chiacchiericcio mentale è liberatorio. Inoltre, allenare la capacità di riprendere la concentrazione e staccarsi dai propri attaccamenti o dipendenze è oggi più utile che mai.


Tra l’altro, anche la scienza sta dando sempre più credito a queste teorie: gli studi sulle neuroscienze ottenuti tramite risonanze magnetiche dinamiche confermano e sottolineano i benefici delle pratiche di meditazione, anche senza dover diventare degli asceti.
E’ recente inoltre la pubblicazione su Nature, nota rivista scientifica, della ricerca di Joseph Zullo sulla diminuzione della longevità data dall’eccessiva stimolazione cerebrale. In questa ricerca, l’accento è posto sull’azione del glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio, la cui azione è collegata con quella del circuito di ricompensa in cui svolge la sua azione proprio la dopamina. Il glutammato, che a valori corretti è un amminoacido essenziale e fondamentale, è messo sotto accusa perché molto diffuso come insaporente negli alimenti industriali e parrebbe fungere come sorta di droga cerebrale.

Troppi stimoli farebbero dunque male al cervello, ma di questo ce ne eravamo già accorti tutti.

I nostri consigli:

app Insight Timer (offre meditazioni, musiche, discorsi, corsi in numerose lingue e anche un timer programmabile secondo le esigenze. Eccellente anche nella versione free) Interval Timer Tibetan Bowl (un timer con numerose programmazioni, per chi ama meditare accompagnato dal solo suono delle campane.)

YouTube La scimmia Yoga (lezioni ben divise per argomento) Carlo Lesma (per chi ama le meditazioni guidate e di visualizzazione) i discorsi di AMeCo Roma e del centro di meditazione Pian dei Ciliegi (se vi interessate di meditazione buddhista)

Podcast Gennaro Romagnoli, Psinel (psicoterapeuta che si occupa di crescita personale) Mindfulness in Voce (traduzione di articoli e riflessioni sulla meditazione e sulla mindfulness) Meditare in Occidente (del filosofo Luigi Lombardi Vallauri trasmessi su Radio3) e le belle riflessioni di Paola Maugeri

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