Essere una macchina recensione Mutoia

Mark O’Connell

Essere una Macchina (To be a Machine)
Un viaggio attraverso cyborg, utopisti, hacker e futurologi per risolvere il modesto problema della morte.

Mark O’Connell, giornalista e autore irlandese, ci guida alla scoperta delle più concrete realtà dove si studiano e si realizzano applicazioni e implementazioni dell’intelligenza artificiale. Lo scrittore incontra e intervista i più autorevoli esponenti del transumanesimo, il movimento convinto di poter accelerare e superare l’evoluzione naturale, sconfiggendo grazie alla tecnologia il dilemma più antico dell’umanità, ovvero la vulnerabilità del corpo e il decadimento cognitivo. L’obiettivo è sconfiggere la morte grazie alla separazione della mente dal sostrato materiale o grazie alla sconfitta dell’invecchiamento, inteso come malattia reversibile.

E’ una lettura accessibile a tutti, che è più una riflessione filosofica sulle implicazioni delle intelligenze artificiali sulla vita e sulla società che una fredda elucubrazione tecnica. L’autore parte dalla riflessione su cosa significhi essere una macchina e si trova ancora più confuso nel chiedersi cosa significhi essere umani, consapevole che già al giorno d’oggi i dispositivi che permettono di eludere limitazioni fisiche sono una concretezza (lenti a contatto, protesi per l’udito o la mobilità, peacemaker e così via) e che lo smartphone è già un’estensione delle nostre mani.

Sono proprio le contraddizioni di questo movimento ad interessare di più O’Connell. Scienza e tecnologia entrano di prepotenza in un argomento che era di appannaggio della religione, ovvero la possibilità raggiungere la vita eterna o di disegnarci a immagine e somiglianza dei nostri ideali più alti. Anche la superintelligenza, la massima applicazione dell’intelligenza artificiale, assomiglia a un Dio-software che risolve problemi che attanagliano l’umanità, come le malattie o la sovrappopolazione.

A fianco di tutti questi postumani ottimisti, non mancano le voci prestigiose, come quella di Bill Gates, di Elon Musk o di Stephen Hawking che avvertono quanto possa essere pericoloso investire nell’implementazione dell’intelligenza artificiale senza preoccuparsi per la sua sicurezza.

Una lettura imperdibile per coloro che si interessano di restare aggiornati sul dibattito sul futuro che, se non nelle sue applicazioni più improbabili, ci interesserà inevitabilmente tutti.

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